
I greci si avvicinano al cibo con un misto di serietà e nostalgia, con sempre in mente i piatti con cui sono cresciuti. Non mangiano per vivere, ma vivono per mangiare, e un pasto è quasi sempre un’occasione sociale, conviviale, nella quale rivive il significato originario della parola “compagnia” – persone che condividono il pane.
La cucina greca offre prelibatezze uniche.
Non esiste il concetto della sindrome occidentale “mordi e fuggi”.
In Grecia, un pranzo o una cena può durare ore, e più persone si radunano al tavolo, meglio è; in quanto il buon cibo e il buon vino portano buone chiacchiere.
Si inizia con una serie di antipasti, i cosiddetti “mezedes”. Presentati su piatti piccoli e ideati per stuzzicare l’appetito, possono essere accompagnati da ouzo, la bevanda nazionale, tsipouro simile alla grappa o, naturalmente, vino.
Possono arrivare senza un ordine preciso, ma i piatti freddi sono adatti ad essere serviti per primi, il pesce prima della carne, e sono intesi per essere condivisi, non destinati ad una sola persona.
Una cosa che vcolpisce immediatamente è la freschezza e l’eccellenza delle materie prime locali: le insalate appena raccolte, i frutti di mare appena pescati, la carne di bestiame allevato su una collina e non in allevamenti intensivi.
Quali sono dunque gli elementi di base della cucina greca?
Il sale dal mare onnipresente, l’olio d’oliva, che racchiude tutta la bontà del sole, e il pane, la base della vita, macinato dal grano, l’antica coltura della terra.
(discovergreece.com)
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